Sotto: parte di Gradoli- Marzo 2023

Foto di Vincenzo Breccia

Sotto: Capodimonte- Aprile 2025

Foto di Edo Parri

 

Avvistamenti e presenza nel lago di Bolsena e nel Lazio

L’avvistamento del Chiurlo minore da parte di Vincenzo Breccia ( marzo 2023) e poi di Edo Parri (aprile 2025) è un’ altra conferma della grande varietà di specie che visitano il lago di Bolsena.

Predilige le zone ed i laghi costieri, come i Laghi Pontini, (Chiurlo maggiore) che risulta l’unica zona della regione di importanza nazionale. (P.B.)

(nota: La loro presenza nel Lazio è riportata nella CHECK-LIST degli UCCELLI del LAZIO Aggiornata da Brunelli & Fraticelli – Riv.ital.Orn.,80 (1):3-20 2010)

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Chiurlo piccolo (Numenius phacopus- Linnaeus, 1758)        Guida degli uccelli d’ Europa… di Svensson, Mullarney- Zetterstrom

L 37-45 cm (incl. becco 6-9 cm), AA 78-88 cm. Nidifica nella taiga, lungo pendici montane oltre il margine del bosco, nella tundra. In migrazione singoli o piccoli stormi. In Italia poco abbondante, in netto declino per il bracconaggio indiscriminato, più frequente durante i movimenti post-riproduttivi (talvolta gia in lug.) e post-giovanili ma spesso comune anche a fine mar .- meta apr., rarissimo in inv. come in tutta Europa (più frequente lungo le coste dell’Africa).

  1. Simile a arquora ma più piccolo, becco in proporzione più corto (ma attenzione ai o, soprattutto juv., di arquata che hanno becco più corto), lati del vertice scuri, redini e stria periorbitale scuri fanno spiccare il sopracciglio chiaro e la stria verticale mediana chiara (ben visibile soprattutto in visione frontale). Attenzione ad alcuni chiurli che possono mostrare una leggera stria verticale chiara, meno ampia e meno mareata. Battiti alari più veloci, sottoala di norma più barrato di seuro che in arguata. -Variabilità: la ssp. Audsonicus dall’America (da alcuni considerata sp. separata), accidentale nell’O Europa, manca di groppone bianco.

VOCE Un fischio squillante, veloce, riecheggiante “piupiù- pipi-pia-d”, vagamente simile a Cuculo o Tuffetto. 

 

Caratteri distintivi                    https://www.agraria.org/faunaselvatica/chiurlo-piccolo.htm

Lunghezza: 43-50 cm
Apertura alare: 68-85 cm

Maschi e femmine sono quasi indistinguibili in natura. Le parti superiori, capo, collo e petto sono marroni con screziature marrone nerastre e chiare. Sopra l’occhio passa un evidente sopracciglio chiaro che contrasta con una stria nerastra che va dal becco fino alla zona auricolare passando attraverso l’occhio. L’addome è più chiaro e striato di marrone scuro. Il becco non è molto lungo e curvo all’ingiù e di colorazione nerastra con una zona tendente al rosa arancio nella parte inferiore e vicina al capo. In volo le ali si presentano della stessa colorazione del corpo ma più scure alle estremità e senza bande mentre è evidente il groppone bianco che sfuma verso la coda della stessa colorazione delle parti superiori del corpo. Le zampe sono azzurre. I giovani sono simili agli adulti con però il becco lievemente più corto e meno curvo.

Biologia

Il suo richiamo è un trillo fischiante sonoro costituito da una serie di 7-8 fischi emessi in rapida successione, soprattutto quando è in volo.
Il chiurlo piccolo durante la stagione estiva frequenta le brughiere umide, mentre durante l’inverno preferisce sostare presso le lagune salmastre, lungo le coste e le foci dei fiumi.
Il nido, imbottito con poca erba secca, viene costruito dalla femmina in una depressione del terreno; qui vengono deposte 3-4 uova, di colore bruno oliva e macchiettate di scuro, incubate da entrambi i genitori; i piccoli nascono dopo 27-28 giorni; questa specie nidifica una sola volta all’anno. La sua dieta è costituita da invertebrati acquatici, soprattutto granchi ed altri crostacei.

 

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CHIURLO MAGGIORE Numenius arquata                          

fonte: Avifauna acquatica svernante nelle zone umide del Lazio  2009

Stato della specie

Specie politipica a corologia eurasiatica. La popolazione europea è tra le 220.000 e le 360.000 coppie nidificanti, mentre la popolazione svernante è stata stimata in più di 420.000 individui. Questa specie è in diminuzione ovunque e quindi lo status di conservazione è considerato in declino (SPEC 2) (BirdLife International, 2004). In Italia è migratore regolare, svernante, estivante e nidificante con casi sporadici casi riscontrati tra il 1996 e il 2003 (1-3 coppie con scarso successo). Sverna regolarmente con una popolazione compresa tra 2.000-4.300 individui distribuita lungo tutta la penisola italiana, ma con una certa preferenza per le zone umide costiere alto-adriatiche (Brichetti e Fracasso, 2004; Zenatello, 2005). Nell’indagine nazionale tra 1991 e il 2000 sono stati individuati una decina di zone umide considerate d’importanza nazionale (Baccetti et al., 2002).

Svernamento nel Lazio

I Laghi Pontini risultano l’unica zona della regione di importanza nazionale. In questa macrozona sono ospitate in modo regolare la quasi totalità degli individui svernanti nel Lazio, in media 110,2 indd./anno che equivale al 94,8% della popolazione. Nella nostra regione il trend ha avuto un andamento diviso in due fasi: in una prima, di incremento, che possiamo collocare tra il 1991 e il 2001 (picco di presenze proprio nel 2001 con 175 indd.), ed una successiva di sostanziale stabilità. La media annua è stata di 116,2 individui svernanti.

Nella regione occupa quasi esclusivamente le zone umide costiere, forma concentrazioni numerose la sera nei dormitori notturni ed al mattino si disperde in piccoli gruppi su un vasto territorio. Nei laghi pontini per alimentarsi predilige i prati e i pascoli (80% degli svernanti), seguono i stagni costieri e acquitrini, le praterie a Juncus e le sponde dei laghi (Trotta, 2002). L’attività venatoria, gli abbattimenti illegali e l’alta sensibilità al disturbo antropico sono i maggiori fattori che limitano l’incremento numerico e l’occupazione di nuovi siti.

Fabio Pinos

 

 

 

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CHIURLO maggiore                                             Fonte: www.uccellidaproteggere.it

 

Nome scientifico: Numenius arquata, (Linnaeus 1758)

Ordine: Charadriiformes Famiglia: Scolopacidae

Il più grande limicolo europeo è lungo 50-60 centimetri e raggiunge un’apertura alare di 80-100 centimetri. I suoi tratti distintivi sono il becco ricurvo verso il basso, un piumaggio bruno, con marcature più chiare e zampe grigio-verdognole. Si differenzia dal Chiurlo piccolo per le maggiori dimensioni, il becco più lungo e l’assenza di striature sul capo. Sebbene la sua alimentazione sia piuttosto varia, spesso dimostra una certa predilezione per i vermi policheti, che estrae dal fango con il lungo becco. Si nutre anche di granchi che caccia a vista e ingoia per intero.

Non nidifica in Italia se non eccezionalmente. Il nido è costruito sul terreno in una piccola cavità tra la vegetazione ed addobbato con erbe secche e fuscelli. Vengono deposte solitamente 4 uova ad intervalli di uno o due giorni, di colore verde oliva o marrone con numerose macchiettature scure. L’incubazione dura circa 26-28 giorni ed è condotta alternativamente dal maschio e dalla femmina.

La specie risulta molto difficile da catturare, e di conseguenza sono poche le località di inanellamento, distribuite essenzialmente in ambienti costieri sia adriatici che tirrenici. Tutte le ricatture originano dall’Europa centro-settentrionale e primariamente da ambiti continentali. Mancano del tutto osservazioni da latitudini spiccatamente meridionali e mediterranee. Le distanze coperte non sono particolarmente elevate, con la massima parte comunque entro i 1.000 chiloemtri ed un caso isolato di 1.800 chilometri.

Prospettive

Essendo una specie di recente colonizzazione non è possibile valutare l’FRV. La strategia per la conservazione della specie deve basarsi principalmente sull’evitare il disturbo antropico durante il periodo riproduttivo soprattutto nel principale sito riproduttivo in Piemonte. La specie deve essere quindi oggetto di regolare monitoraggio per evidenziarne il trend e avviare opportuni interventi di conservazione.

Minacce

La specie appare legata ad ambienti molto particolari e localizzati in Italia e il successo della nidificazione in questi habitat risulta ancora particolarmente incerto, essendo le deposizioni vulnerabili nei confronti delle attività antropiche. Nelle aree di svernamento l’attività venatoria potrebbe essere impattante.

Stato di salute

Lo status di conservazione viene valutato in declino a livello europeo e nei Paesi dell’Unione, dove la popolazione nidificante è stimata in 161.221-224.047 coppie e corrisponde al 25-49% della popolazione europea complessiva e a una frazione compresa tra il 62 e il 73% della popolazione globale della specie. Il Chiurlo maggiore è stato considerato specie ‘non valutata’ nella Lista Rossa Nazionale, a causa della recente colonizzazione. Risulta, inoltre, specie non cacciabile in Italia ai sensi della legislazione venatoria (Art. 18, 157/92). La popolazione nidificante italiana non è rappresentativa né della popolazione dell’Unione Europea né della popolazione nidificante europea complessiva, essendo valutata in 1-3 coppie.

Canto

Tradisce la sua presenza con un fischio liquido molto sonoro, udibile a oltre un chilometro di distanza (una sorta di “cur-li”, da cui il nome onomatopeico). Il canto è molto vario e melodioso, descrivibile come una ripetuta frequenza di frasi gorgogliate (un crescente “curlì”) con note flautate e trilli, che accelerano in crescendo.